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lunedì 16 aprile 2012
ILLUMINATI CHE ARRESTANO ILLUMINATI?
sabato 10 dicembre 2011
Io sono un complottista
Sono complottista. O almeno così dicono. Lo sono perché secondo alcuni ho un modo semplicistico di vedere la complessità delle cose che, ovviamente, devono rimanere complesse apposta perché nessuno le veda. Se fosse per me direi che sono complottista non per convinzione ma per convenzione; come quel professore di liceo degli anni '70 a cui davano del fascista solo perché bocciava gli asini. Però i medici che mi hanno in cura sono certi: sarei complottista perché non riesco a mandar giù questa storia del governo Monti. Potrebbero avere ragione perché io, più guardo Monti, più sento rumori sinistri, vedo ombre aggirarsi, acciglio lo sguardo verso la nebbia e tendo i sensi. Insomma, secondo loro avrei l'atteggiamento tipico del complottista patologico.
I sintomi sono comparsi da poco; da quel 10 novembre scorso, quando il presidente di Banca Intesa, il silente Giovanni Bazoli, ha sentito il bisogno di dichiarare che Giorgio Napolitano era una "figura eccezionale che la storia ci ha dato in un momento difficile", sette giorni prima che l'amministratore delegato della sua banca divenisse il nuovo Ministro dello Sviluppo del governo voluto proprio da Napolitano. Poi i sintomi mi si sono acuiti quando Barack Obama ha telefonato al Presidente della Repubblica per congratularsi dell'incarico a Monti prima ancora che Berlusconi si dimettesse, e io ho pensato che la nostra sovranità nazionale era diventata, per dirla con Céline, "una demagogica fottitura". A quel punto i medici sono intervenuti e mi hanno preso in cura. Terapia intensiva a base di articoli quotidiani di De Bortoli e Riotta, di Repubblica e la Stampa, per tranquillizzarmi che tutto è a posto; che non bisogna dare retta a quel giornalino ininfluente che si chiama Financial Times, quando annuncia che, per le elite europee, "la democrazia ormai è un lusso antiquato". Eppure, nonostante gli antibiotici cartacei continuo a pensare che la notizia di Milano Finanza, secondo cui il picco di spread che ha costretto Berlusconi a dimettersi è stato prodotto da vendite innescate da Goldman Sachs, possa essere credibile...
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domenica 2 ottobre 2011
Il grande inganno (Rothschild): l'oro e la guerra
Prima del 1914 un'oncia d'oro valeva 20 dollari in United States Note. Con una banconota da 20 dollari si comprava, al netto delle spese di cambio, una moneta d'oro del peso di gr. 31 circa. Oggi occorrono 50 banconote da 20 dollari (federal reserve notes) per comprare la stessa moneta d'oro, ammesso che sia disponibile.
Il che, beninteso, non è evidente, ma grazie alle alchimie politiche e alla scienza attuariale è economicamente corretto, anche se eticamente truffaldino. La moneta a corso legale, infatti, non è soltanto un mezzo di pagamento, ma può diventare, con estrema facilità, lo strumento di speculazione del capitale privato...
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lunedì 15 agosto 2011
L'elite mondiale
L'elite è intenta a conquistare il mondo sfruttando le capacità del popolo degli Stati Uniti. E' stato nel lontano 1774 che Amschel Mayer Rothschild ha dichiarato in una riunione dei dodici uomini più ricchi di Prussia a Francoforte: "Le guerre devono essere condotte in modo che i popoli di entrambe le parti siano ulteriormente in debito con noi." Egli ha inoltre dichiarato nello stesso incontro: "panico e depressioni finanziarie alla fine avranno come risultato un Governo Mondiale, un Nuovo Ordine Mondiale."
L'elite possiede numerosi "think tanks" che operano per espandere, consolidare e perpetuare la loro influenza sul mondo. Il Royal Institute of International Affairs (RIIA), il Council on Foreign Relations (CFR), il Gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, e molte altre organizzazioni simili sono tutte finanziate dall'elite e lavorano per essa. Questi gruppi di riflessione pubblicano giornali, come il Foreign Affairs, in cui queste idee imperialiste e contro la specie umana vengono pubblicate, e poi, se necessario, allargate in forma di libri ai quali danno ampia pubblicità.
L'arrivo di Nixon e Kissinger alla Casa Bianca nel 1969 coincise con la nomina di David Rockefeller a presidente della Chase Manhattan Bank. La politica estera di distensione di Nixon e Kissinger era altamente congruente con la spinta di Rockefeller ad internazionalizzare le operazioni bancarie della Chase Manhattan. Così nel 1973 la Chase Manhattan è diventata la prima banca americana ad aprire un ufficio a Mosca. Pochi mesi dopo, grazie ad un invito di Kissinger, Rockefeller divenne il primo banchiere americano a parlare con i leaders comunisti cinesi a Pechino.
Come manipolare l'opinione pubblica
In aggiunta a questi strategici "think tanks", l'élite ha creato una catena di istituti di ricerca dediti a manipolare l'opinione pubblica secondo i desideri dell'elite. Come sottolineato da John Coleman nell'apertura del suo libro rivelatore l'Istituto Tavistock sulle relazioni umane - Un progetto per il declino morale, spirituale, culturale, politico ed economico degli Stati Uniti d'America, l'istituto fu fondato nel 1913 alla Wellington House di Londra per manipolare l'opinione pubblica. Secondo Coleman:
La moderna scienza della manipolazione di massa è nata alla Wellington House, Londra, il robusto infante tenuto a battesimo da Lord Northcliffe e Lord Rothmere. La monarchia britannica, Lord Rothschild, i Rockefeller sono responsabili del finanziamento all'impresa ... lo scopo di quelli della Wellington House era quello di effettuare un cambiamento nelle opinioni dei cittadini britannici che erano fermamente contrari alla guerra con la Germania, un compito formidabile che è stato realizzato con l'"opinion making", attraverso sondaggi. Lo staff era composto da Arnold Toynbee, un futuro direttore di studi presso il Royal Institute of International Affairs (RIIA), Lord Northcliffe, e gli americani Walter Lippmann e Edward Bernays. Lord Northcliffe era collegato ai Rothschilds tramite il matrimonio.
Bernays era nipote di Sigmund Freud, un fatto mai menzionato, e sviluppò la tecnica della "costruzione del consenso" Quando Sigmund Freud si trasferì in Gran Bretagna, anche lui, di nascosto, divenne associato a questo istituto attraverso l'Istituto Tavistock. Secondo Coleman, Bernays ha "aperto la strada all'uso della psicologia e altre scienze sociali per manipolare e formare l'opinione pubblica in modo che il pubblico pensasse che tali opinioni fossero spontanee."
Il Tavistock Institute ha 6 miliardi di dollari di fondi e 400 organizzazioni ausiliarie che sono sotto il suo controllo insieme a 3.000 think thanks, per lo più negli Stati Uniti. Lo Stanford Research Institute, l'Istituto Hoover, l'Aspen Institute del Colorado, e molti altri, dediti alla manipolazione degli Stati Uniti così come dell'opinione pubblica mondiale, sono emanazione del Tavistock. Questo aiuta a spiegare perché il pubblico americano, in generale, è così ipnotizzato da essere incapace di vedere le cose chiaramente e reagire.
Si tenga anche presente che attualmente l'80% dei mezzi di comunicazione e di stampa degli Stati Uniti è di proprietà di solo sei grandi aziende. Questo sviluppo ha avuto luogo negli ultimi due decenni. Queste società sono di proprietà dell'elite. E' quasi impossibile per chi è a conoscenza di ciò che sta accadendo a livello globale, guardare, anche per pochi minuti, le bugie, le distorsioni e falsificazioni, riversate incessantemente da questi media, organi di propaganda e lavaggio del cervello dell'élite.
| offensiva dell'esercito degli stati uniti contro falluja |
Una volta che il quadro è chiaro, è anche facile notare il silenzio criminale dei media sui crimini perpetrati contro l'umanità per volere delle élites. Quante persone sanno che i tassi di cancro a Falluja, in Iraq, sono superiori a quelli di Hiroshima e Nagasaki a causa dell'uso di uranio impoverito, e forse di altri dispositivi nucleari segreti, da parte delle forze degli Stati Uniti? Falluja è stata punita per la sua eroica resistenza contro le forze americane.
fonte: The Living Spirits
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